Noltrex
Farmarus al 102° Congresso SIOT 2017 a Palermo
Abbiamo partecipato al 102°Congresso SIOT 2017 a Palermo, dal 20 al 23 Ottobre 2017.
Il Congresso SIOT è Il più grande evento in Italia dedicato all’Ortopedia che ogni anno visitano più di 2500 specialisti del campo, medici ortopedici, chirurghi e produttori degli articoli ortopedici.
Quest’anno Farmarus per la prima volta ha presentato il dispositivo medico NOLTREX nel quadro del Congresso Nazionale dedicato all’Ortopedia.
Ringraziamo tutti i visitatori del nostro stand per l’interesse dimostrato per il nostro prodotto.

PARTECIPAZIONE AL 102° CONGRESSO SIOT 2017
FARMARUS vi aspetta al 102° Congresso della Società Italiana di Ortopedia e Traumotologia. Il più grande evento in Italia dedicato all’Ortopedia, che avrà luogo a Palermo dal 20 al 23 Ottobre.
Venite a trovarci!
Siamo al Padiglione 20 , Stand A22.
Visita il sito del Congresso: http://www.congressosiot.it/
Il 27 settembre si è tentuta la VIDEOCONFERENZA ON LINE dedicata al dispositivo medico NOLTREX.
Il Professore associato del Dipartimento di Traumotologia, Ortopedia e Artrologia dell’Università dell’Amicizia tra i Popoli della Federazione Russa, Dottor Nikolai Karpovich, ed il Rappresentante della società produttrice BIOFORM, Professore Associato, Dottor Danila Dugin, hanno presentato la relazione scientifica dedicata al dispositivo medico Noltrex, le ricerche provvedute e la loro pratica clinica. Alla fine della conferenza i relatori hanno risposto alle domande dei partecipanti.
La registarazione della conferenza é disponibile al seguente link:
  1. 1. Relazione NOLTREX (avi)
  2. 2. https://events.webinar.ru/3560263/583769/record-new/596091 – Domande deo partecipanti
VIDEOCONFERENZA ON LINE GRATUITA 27 settembre alle ore 11.00.
Vi nvitiamo a partecipare il 27 settembre alle ore 11.00 alla conferenza online gratuita in tempo reale, dedicata al dispositivo medico per ortopedia NOLTREX.
Il conferenza si svolge on line dal vivo.
Durante le sessioni potrete interagire con il relatore tramite chat.
La conferenza online sarà condotta da:
• Ph.D Dott. Nikolai Karpovich
• Rappresentante della società produttrice BIOFORM – Sig Danila Dugin
Argomenti principali della conferenza online:
  • 1. Efficacia del Noltrex, le sue caratteristiche, effetti collaterali, controindicazioni;
  • 2. Analoghi e differenze principali;
  • 3. Posologia e corso del trattamento;
  • 4. Tecnica d’iniezione del Noltrex;
  • 5. Le ricerche e pratica dell'uso del Noltrex;
  • 6. Artrosi e artrite nelle persone al di sopra di 40 anni;
  • 7. Osteoartrosi/artrite e lo sport;
  • 8. Domande e risposte.
Alla fine della conferenza, potrete ordinare un campione gratuito del NOLTREX chiamando il numero +39 06 94802790 oppure inviando una richiesta all’indirizzo mail: info@farmarus.it.
Cliccare qui per iscriversi: NOLTREX - VIDEOCONFERENZA ONLINE GRATUITA.
Sovrappeso e articolazioni, a rischio la salute delle ginocchia
Milano, 28 giugno 2017 – Accumulare chili di troppo può essere una scelta davvero rischiosa per la salute, ormai è noto a tutti. Ma quello di cui si parla meno è che a subire ingenti danni sono soprattutto le ginocchia e le anche – oltre ovviamente al cuore, al sistema cardiovascolare, il fegato e i reni.
Le persone che ingrassano, aumentando peso e massa corporea, hanno maggiori probabilità di sviluppare dolore a carico delle ginocchia rispetto a chi perde peso o lo mantiene relativamente stabile nel tempo. Il rischio maggiore, infatti, è che le ginocchia non riescano a sostenere il peso dei chili di troppo accumulati causando così sintomi dolorosi difficilmente sopportabili.
“L’obesità non ha un impatto negativo solo sul singolo, ma anche sulla collettività dal punto di vista dei costi legati al trattamento della malattia e delle sue complicanze (assistenza medica personale, assistenza ospedaliera, servizi sanitari e farmaci) – afferma Federico Valli, medico chirurgo specialista in ortopedia e traumatologia presso l’Ospedale Galeazzi di Milano – I costi sanitari nazionali legati all’obesità rappresentano una quota compresa tra il 2 e l’8% dei costi totali a livello mondiale (dati OMS). La spesa sanitaria sostenuta da un obeso è in media il 25% più alta di quella di un soggetto normopeso (Withrow e Alter, 2010). Per risparmiare sul bilancio traballante del servizio sanitario nazionale in Inghilterra il governo ha proposto di rimandare il più possibile gli interventi su pazienti in sovrappeso perché le loro condizioni potrebbero richiedere maggiori spese per il recupero e l’assistenza”.
L’obesità è causata, nella maggior parte dei casi, da stili di vita scorretti: da una parte, un’alimentazione scorretta ipercalorica e dall’altra un ridotto dispendio energetico a causa di inattività fisica.
“Le persone in sovrappeso devono prima di tutto cambiare il modo di pensare. Il primo passo per imparare ad affrontare, gestire e superare il dolore causato dalle ginocchia e dalle anche – e per scongiurare una futura operazione chirurgica – deve partire dalla testa”, continua il dott. Valli.
Perdere i chili di troppo gioverà non solo al sistema cardiovascolare ma soprattutto alle articolazioni, quindi si potrà tornare a camminare e praticare sport senza sentire dolore. Solo così le persone saranno pronte mentalmente a prestare maggiore attenzione verso il tipo di cibo che ingeriscono e praticare con piacere esercizi fisici adeguati che andranno a modificare lo stile di vita migliorandone la qualità. Infatti, controllando il proprio peso il paziente sarà in grado di gestire il dolore fisico.
Spesso il dolore non permette di iniziare un esercizio fisico costante volto al raggiungimento della perdita del peso corporeo e allora si consiglia un’attività fisica a basso impatto come il nuoto la bicicletta o cyclette o utilizzando attrezzi ed esercizi meno pesanti.
Quali possono essere le conseguenze negative per la salute del ginocchio?
Un notevole aumento del peso significa aumento dell’artrosi del ginocchio, cioè l’invecchiamento dell’articolazione. L’articolazione del ginocchio è la più grande del corpo umano e anche una delle più complesse. Le tre ossa del ginocchio sono rivestite da uno spesso strato di cartilagine nel punto in cui si toccano tra loro e sono quindi sottoposte a usura. Sono molte le patologie in grado di assottigliare questo strato di cartilagine, causando dolore, zoppia, limitazione del movimento e deformità.
Se diventa dolente e tende a bloccarsi in seguito a deformità causate da fratture, si prova a rimediare con cure mediche e fisioterapiche. Ma quando le terapie non funzionano e l’articolazione risulta rigida e compromessa in modo irrimediabile, la protesi al ginocchio è spesso l’unica via da percorrere.
Osteoartrite, quando le ginocchia scricchiolano
Anche se non avvertite dolore ma soltanto inquietanti scricchiolii alle ginocchia, in realtà potreste comunque essere affetti da osteoartrite. A rivelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista specializzata Arthritis Care & Research da un team del Baylor College of Medicine di Houston diretto da Grace Lo.
I ricercatori texani hanno coinvolto 3500 soggetti che si erano sottoposti a una risonanza magnetica, risultando a rischio di artrosi del ginocchio anche in assenza di sintomi chiari della malattia, il più evidente dei quali è il dolore a carico dell’articolazione.
I dati indicano che i soggetti che lamentavano i tipici rumori prodotti dal ginocchio quando ad esempio ci si alza da terra erano anche quelli con il maggior rischio di iniziare a soffrire di osteoartrosi un anno dopo. I rumori articolari sarebbero quindi un campanello d’allarme da non trascurare che avverte dell’imminente insorgenza della malattia. Lo studio suggerisce pertanto anche l’utilizzo di tali informazioni per la messa in campo di diagnosi precoci e, di conseguenza, di interventi preventivi che ostacolino la comparsa del dolore.
Una penna «stampante» che ripara le ossa con le staminali
Un team australiano ha brevettato Biopen, una penna stampante 3D che “imprime” sulle lesioni ossee uno speciale inchiostro carico di cellule staminali. La soluzione, ideata dagli scienziati del Centre for Medical Discovery di Melbourne in collaborazione con l’ateneo cittadino e con l’Università di Wollongong, è stata sperimentata con successo su pecore con lesioni alle giunture.
Il trattamento prevede il prelievo di cellule staminali dallo stesso paziente da caricare in speciali cartucce: «La penna - ha spiegato il chirurgo ortopedico Claudia Di Bella - imprime le cellule su un materiale detto hydrogel che permette loro non solo di sopravvivere ma anche di moltiplicarsi per poi creare tipi desiderati di tessuti, nel nostro caso cartilagine. L'obiettivo è di riparare certe lesioni come quelle nella cartilagine, che al momento sono impossibili da trattare».
Con questa tecnica, di facile tecnica, di facile applicazione e priva di complicazioni, si potrebbe prevenire l’osteoartrite. «Il tipo di cartilagine che siamo riusciti a creare è di molto superiore rispetto ad altre tecniche standard, che abbiamo testato sulle stesse pecore e che sono quelle normalmente usate sugli esseri umani», commenta Di Bella. «In uno schema più ampio - conclude - se si potrà ridurre il numero di persone che soffriranno di osteoartrite più tardi nella vita, vi saranno forti risparmi di spesa medica nella società».
Una nuova terapia per l'artrosi e le condropatie
L’artrosi è una malattia degenerativa progressiva che colpisce gran parte delle articolazioni del corpo umano, in particolare anca e ginocchio, dovuta a modificazioni della cartilagine articolare, che con il passare degli anni si usura creando forte attrito all’interno dell’articolazione con notevole dolore, gonfiore e perdita di movimento.
Lo stadio iniziale dell’artrosi è la condropatia, cioè, più in generale, una sofferenza della cartilagine dovuta ad usura o a precedenti traumi.
Le terapie non chirurgiche attualmente più diffuse sono farmacologiche o fisioterapiche, mirate alla diminuzione dell’infiammazione articolare e al mantenimento del movimento.
Le cure più efficaci si basano su infiltrazioni intrarticolari a base di cortisonici o acido ialuronico. Entrambi i farmaci non sono privi di effetti collaterali e, in alcuni casi, possono risultare di scarsa efficacia.
Una nuova molecola è stata da poco introdotta come cura di queste patologie con risultati eccellenti: il gel di poliacrilamide.
Questo gel ha una efficacia senza precedenti per la sua macromolecola innovativa che protegge la cartilagine articolare e inibisce le sostanze che determinano ulteriori danni articolari. A differenza di altri prodotti intra -articolari non contiene acido ialuronico o cortisonici, ma è un idrogel biocompatibile e non riassorbibile costituito da 95,5 % di acqua purificata, 4,5 % polimero poliacrilammide tridimensionale e 0,01-0,02 % ioni d'argento.
Una volta iniettato in articolazione, la macromolecola assorbe parte di liquido sinoviale rimuovendo sostanze che determinano la distruzione della cartilagine aumentando così la protezione e la lubrificazione. Gli ioni argento svolgono un effetto battericida con prevenzione delle infezioni.
Quando il gel viene somministrato si verifica una reazione fisica che inibisce la progressione del danno cartilagineo, la viscosità del liquido sinoviale aumenta , il dolore è ridotto grazie ad un effetto di decompressione delle terminazioni nervose e migliora la mobilità articolare.
Inoltre, a differenza di altre molecole, questo gel viene riassorbito molto più lentamente. E può quindi esplicare la propria azione più a lungo.
Più di 30000 pazienti sono già stati trattati con questo gel e, personalmente, circa 150 con un successo a distanza di un anno quasi nell’80% dei casi.
Risultati eccellenti si sono avuti in pazienti con condropatie iniziali, ma ancor di più in quei pazienti candidati ad interventi di protesi che, per qualsiasi motivo non potevano sottoporsi ad intervento chirurgico. In questi ultimi casi, il trattamento ripetuto, pur rimanendo il danno articolare, ha permesso ai pazienti di camminare con sintomi molto ridotti.
In conclusione si parla di un trattamento infiltrativo e innovativo per l’artrosi e le condropatie, totalmente biocompatibile, senza particolari controindicazioni, senza effetti collaterali e di comprovata efficacia.
Dr. Luca Tafuro - Chirurgo Ortopedico
L’artrosi? Si cura senza farmaci
Oggi ci concediamo un fuori tema, anche se fino a un certo punto: sono certa che l’argomento vi interesserà.
Ho ascoltato Marco Lanzetta presentare il suo libro “La dieta anti artrosi” (Giunti Demetra), alla casa di riposo per musicisti di Milano.
Lanzetta è il chirurgo diventato famoso per aver fatto il primo trapianto di mano a Lione, nel 1998. Sappiate anche che è un medico controcorrente. Leggete qui.
Da undici anni, Lanzetta, si occupa di artrosi, qui. Le sue parole mi hanno meravigliato: “I farmaci per l’artrosi non servono a niente, anzi: intossicano l’organismo”. E: “Gli antinfiammatori negli USA stanno provocando più morti degli incidenti. L’unico rimedio all’artrosi è un certo modo di mangiare“.
Meraviglia perchè, ormai l’abbiamo capito, un medico che afferma queste cose ha sicuramente due doti, il coraggio e la voglia di continuare a studiare. Lanzetta ha precisato che “l’influenza dell’ambiente sui nostri geni è determinante nel provocare una malattia” e che questa conoscenza è acquisizione recente per la comunità scientifica (risale al 2000).
Ci sono sostanze protettive per le ossa e altre dannosissime. Il cibo, un certo cibo, è medicina. Ma l’alimentazione non va considerata la risoluzione quando si sta per affrontare un intervento di protesi al ginocchio. A quel punto è troppo tardi. Bisogna agire prima.
“La dieta può rallentare la progressione della malattia, la degenerazione delle articolazioni e, sicuramente, può svolgere un’efficace azione preventiva nei soggetti predisposti, là dove ci siano familiarità o ereditarietà”. Ecco un decalogo di alimenti pessimi per l’artrosi e uno dei nutrienti migliori.
In sostanza vanno eliminati i cibi che provocano infiammazione e costringono il nostro organismo a mettere in atto strategie difensive. La carne è il nemico numero uno per almeno tre motivi: è ricca di acido arachidonico che produce molecole infiammanti, contiene grassi saturi e colosterolo e, spesso, è contaminata da ormoni anabolizzanti e antibiotici.
Lo zucchero, gli edulcoranti artificiali e le bevande zuccherate creano dipendenza e provocano gli insalubri sbalzi di insulina che invecchiano e affaticano il corpo. Per renderci più dolci colazioni e merende è da preferire lo sciroppo d’acero, la stevia, il malto di riso o l’inulina.
Il sale. Oltre a indurire le pareti delle arterie e a gonfiare le articolazioni, fa disperdere il calcio dalle ossa. Ecco che il sale favorisce l’osteoporosi e ci predispone alle fratture. Il consiglio di Lanzetta: non aggiungiamo sale, negli alimenti c’è già quello che ci serve.
Latte e latticini. Il processo di pastorizzazione distrugge quasi del tutto le componenti benefiche del latte, dunque vitamine, batteri utili come il Lactobacillus acidophilus, enzimi e proteine. Si è visto che chi mangia tanti latticini non ha affatto soddisfacenti quantità di vitamina D e calcio. Restano cibi grassi e ricchi di colesterolo.
Solanacee: pomodori, patate, melanzane, peperoni. Contengono solanina, sorta di pesticida naturale tossico per il nostro organismo. Il contenuto di solanina dominuisce con la maturazione e con la cottura. Si è visto che, in soggetti predisposti, chi privilegia una dieta di solanacee peggiora i sintomi dell’artrosi.
Tuorlo d’uovo. Il tuorlo è ricco di colesterolo, meglio consumare l’albume ma non crudo.
Farine raffinate. L’artrosi aumenta in chi consuma grandi quantità di farine raffinate (si comportano come gli zuccheri). Costringono il corpo a un superlavoro e favoriscono la produzione di radicali liberi in quantità che “ossidano” le cellule facendole invecchiare.
Superalcolici. Contengono zuccheri e intossicano il fegato.
Alcuni frutti. No ai frutti troppo acidi, limone, arance, accentuano i sintomi dell’artrosi.
I migliori cibi
Avena. Ricca di fibre e proteine, ha un basso indice glicemico e regola l’appetito.
Farine, riso e cereali integrali. Sì al pane di segale, ai biscotti di avena, a tutte le farine integrali per preparare il pane in casa, sì a bulgur, orzo e seitan.
Legumi: ricchi di proteine e di calcio, hanno un basso indice glicemico. Sono perfetti per chi soffre d’artrosi. Poi: Pesce azzurro (sardine, sarde, acciughe e sgombri), Soia, Verdure biologiche, Frutta di stagione, Alghe, Spezie come curry, curcuma, peperoncino e zenzero.
Ed ecco altre affermazioni di Lanzetta contro corrente: “Certi integratori sono concentrati di nutrienti”. I suoi preferiti sono: curcuma, boswellia e vitamina C. Di quest’ultima dice: “È il più potente antiossidante, non abbiate paura a prendere la vitamina C, non è tossica e, se ingerita in eccesso, viene smaltita“.
E però, vi ricordo, Silvio Garattini, interpellato sull’argomento, disse “che la vitamina C danneggia i reni”.
Lanzetta fa notare alla platea che la resina ottenuta dalla pianta boswellia, usata fin dall’antichità per contrastare i reumatismi “è più potente del cortisone e non dà effetti collaterali”. Poi aggiunge che “essendo una molecola naturale, la boswellia, non è brevettabile”. E, in quel momento, ci siamo ricordati della melatonina: anche lei, non avrebbe dovuto essere brevettabile. Invece…
Artrosi della mano, colpisce le donne il doppio degli uomini
L'artrosi della mano colpisce le donne con una frequenza doppia rispetto a quanto faccia con gli uomini. A puntare i riflettori sul fenomeno è uno studio pubblicato sulla rivista Arthritis & Rheumatology che ha stimato l'incidenza dei sintomi del problema nella popolazione generale e in suoi sottogruppi.
Ne è emerso che il rischio di ritrovarsi alle prese con un'artrosi della mano sintomatica è pari al 40% e che nel corso della loro vita il 50% delle donne e il 25% degli uomini sono destinati a sviluppare questa condizione. Il rischio è maggiore nella popolazione di pelle bianca (41%) che in quella di pelle nera (29%); inoltre gli individui obesi, con un rischio pari al 47%, hanno una probabilità più elevata di sviluppare i sintomi di questa patologia.
In generale, queste stime dimostrano che l'artrosi della mano è un problema piuttosto frequente. Il rischio di soffrirne è simile a quello di sviluppare un'artrosi del ginocchio sintomatica (che secondo valutazioni precedenti si aggira attorno al 45%) e più elevato rispetto a quello di artrosi sintomatica delle anche (pari al 25%). “Questi risultati – sottolineano gli autori dello studio – dimostrano l'impatto sostanziale dei sintomi dell'artrosi della mano in generale e in sottogruppi [di popolazione]. Per far fronte al suo impatto è necessario aumentare il ricorso a interventi clinici e di salute pubblica”.
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Artrosi per 40% degli anziani, 14mila bambini all’anno con tumore: come cambia la terapia con l’età
L’Italia ha un’aspettativa media di vita intorno agli 84-85 anni, aumentata negli ultimi anni più di quanto è aumentata negli ultimi 100 anni. Ogni anno guadagniamo 6 ore di vita: oggi l’italiano medio è donna e ha 44 anni. Nel 2050 sarà sempre donna ma avrà 72 anni. Ma quali effetti questa tendenza avrà sulla terapia del dolore?
Se ne parla a Firenze in occasione del Congresso Internazionale di Anestesiologia SIMPAR-ISURA, organizzato e presieduto dal Prof. Massimo Allegri, ricercatore presso l’Università di Parma e specialista in anestesia rianimazione e terapia del dolore. Sono presenti 1200 medici e ricercatori, metà italiani e metà provenienti dall’estero, per confrontarsi sulle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche e su tutte le tematiche relative allo studio e alla gestione del dolore cronico.
ANZIANI IN ITALIA – “La conseguenza principale è che queste patologie croniche aumenteranno – spiega il Prof. Guido Fanelli, Ordinario di Anestesia e Rianimazione dell’Università di Parma – Aumenteranno quindi i casi di diabete, ipertensione, disturbi cognitivi e artrosi. Basti pensare che l’artrosi ha un’incidenza del 40% oltre i 64 anni: il 30% di questa percentuale ha come sintomo il dolore. Aumentando l’età, aumenterà quindi anche la relativa cronicizzazione”.
I MINORI E IL PROBLEMA DELL’ETA’ – Con l’aumentare dell’età il rischio di riportare un caso di dolore cronico cresce esponenzialmente, soprattutto quello osteoarticolare. Ma i casi di mal di schiena, in generale la lombalgia, coinvolge anche tante fasce di giovani adulti in stato attivo. L’osteoartrosi riguarda anche fasce più adulte. Il dolore nei bambini, invece, ha soprattutto una natura procedulare: quelli che manifestano cronicità sono quelli che entrano nel circuito delle cure palliative, causa tumore, ossia 14mila bambini italiani all’anno.
A CHI RIVOLGERSI – Se c’è una patologia che si può risolvere, occorre rivolgersi allo specialista di riferimento. Se invece si tratta di un dolore cronico, e quindi non più risolvibile, ci si rivolge al terapista del dolore. “Si trovano in tutta Italia – precisa il Prof. Massimo Allegri – e possono migliorare la vita anche dei più sofferenti”.
Artrosi al ginocchio, il Rizzoli arruola pazienti per una nuova terapia
BOLOGNA - Il Rizzoli arruola pazienti per sperimentare una terapia a base di cellule staminali per curare l’artrosi del ginocchio ed evitare (o comunque posticipare) l’intervento protesico. L’Istituto ortopedico partecipa infatti a un progetto europeo da 6 milioni di euro, Adipoa-2, il cui obiettivo è verificare che questo trattamento sperimentale risulti effettivamente efficace per i pazienti affetti da osteoartrite al ginocchio, più comunemente chiamata artrosi. «Dobbiamo trovare 15 pazienti ma per individuarli dovremo vederne almeno 200», spiega il professor Riccardo Meliconi,responsabile della Medicina e reumatologia del Rizzoli che coordinerà la sperimentazione.
Le caratteristiche che devono avere sono infatti ben precise. «Devono avere tra i 45 e i 70 anni d’età — prosegue il primario —, avere un’artrosi dolorosa a un solo ginocchio che deve essere gonfio, non avere una protesi nell’altro, non aver subìto operazioni o grossi traumi. E poi non devono aver fatto altri trattamenti endovena o punture di farmaci, infiltrazioni negli ultimi sei mesi, integratori come il glucosamina, non avere artrite oltre all’artrosi». La selezione sarà quindi rigorosissima, perché la sperimentazione sarà sotto il controllo di un’agenzia europea. I 15 pazienti del Rizzoli fanno parte di un contingente di 150, distribuiti nei 10 centri europei che partecipano al progetto (in Italia oltre al Rizzoli, che fa da capofila nazionale, c’è Padova). «Ad ognuno di loro saranno prelevate cellule staminali dal tessuto adiposo dell’addome — prosegue Meliconi —. Saranno spedite in una Cell factory in Germania che le lavorerà per 15 giorni per spedircele nuovamente. Appena arrivata, la siringa verrà iniettata nel ginocchio del paziente».
Verrà fatta una risonanza magnetica prima del trattamento, a un anno distanza e dopo due anni così da valutare tutti i cambiamenti. Questa è la seconda fase dello studio Adipoa, al quale aveva partecipato il Rizzoli, durante il quale erano stati identificati i principali meccanismi d’azione delle cellule mesenchimali (le staminali adulte) iniettate in modelli animali di artrosi. Un successivo piccolo studio su pazienti in Germania e Francia ha inoltre dimostrato la mancanza di effetti collaterali.
Da qui la decisione dell’Unione europea di finanziare la seconda fase. «Ed è l’unico progetto finanziato dall’Europa che segue criteri rigorosi», mette in guardia Meliconi. Cosa ci si aspetta? «Nel breve questo cellule staminali hanno una netta funzione immunosoppressiva, cioè diminuiscono l’infiammazione — conclude il primario —, si è visto infatti che agiscono sul menisco e sulle membrana sinoviale, il rivestimento interno dell’articolazione, che si infiamma e dà gonfiore. Vedremo se queste staminali si trasformano in cellule della cartilagine e aiutano a ricostruire l’articolazione».
Chi vuole partecipare alla selezione può chiamare il numero 051.6366947 dal lunedì al venerdì ore 15.30-17-30 o scrivere a adipoa@ior.it.
24 gennaio 2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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NOLTREX™ è registrato nel Repertorio dei dispositivi medici del Ministero della Salute con il numero progressivo 360654. La Banca dati e Repertorio dei DM sono disponibili sul sito ufficiale del Ministero della Salute al seguente indirizzo: http://www.dati.salute.gov.it/dati/dettaglioDataset.jsp?menu=dati&idPag=1

FARMARUS di Faetani Cesarina è il distributore ufficale del produttore di NoltrexTM - RC BIOFORM LLC: http://www.noltrex.info/site/distributorsCERTIFICATO DI DISTRIBUTORE